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Ed Whitlock nasce a Surbiton, sobborgo nel sud-ovest di Londra, il 6 marzo 1931. Nel 1952 emigra per la sua carriera d’ingegnere a Milton, in Ontario, nel Canada, dopo aver studiato alla Royal School of Mines, Imperial College londinese, dove consegue il diploma. Inizia la pratica atletica in Inghilterra, quando è ancora studente, vincendo il cross Ranelagh Harries e South School nel 1948 e 1949. All’Università di Londra è campione delle 3 miglia in pista. Si sposa con Brenda e ha due figli, Neil e Clive, ma abbandona la corsa. In occasione del 50° anniversario di questo suo primo successo, Ed ritorna in Inghilterra. Il club Ranelagh Harries celebra il 130° anno di attività. Due suoi membri, Olympians Chris Brasher e John Disley hanno fondato la London Marathon, nel 1981.

 

Dopo aver praticato l’atletica in età giovanile, Ed riprende l’attività intorno ai quarant’anni.

 

A 45 anni corre la maratona in 2h25’28”. A 48 anni in 2h31’23.

 

Nel 2003, all’età di 72 anni, Whitlock corre la Scotabank Toronto Waterfront in 2h54’49”, divenendo l’uomo più anziano a correre sotto le 3 ore in maratona. Questa prestazione, se parametrata agli standard anagrafici, sarebbe parificata a un tempo di 2h04’48”; praticamente a soli 2 minuti dal record mondiale assoluto di 2h02’53” del keniano Denis Kimetto (Berlino, 2014). I fisiologi della Toronto York University gli chiesero allora di sottoporsi ad alcune analisi di laboratorio. Essi determinarono il suo V02max e un test del sangue sul cicloergometro per verificare se egli avesse un sangue “bionico”, ma non era così. Alla Rotterdam Marathon del 15 aprile 2007 risale il nuovo record over 75 con 3h04’54”, pur con condizioni meteorologiche avverse: la gara sarà interrotta dopo 3h30’ a causa della temperatura elevata.

 

Di rilievo ancora la sua performance di 1h34’23”4 sui 21,097 km della Toronto Waterfront 2010. Poi, nel 2011, alla Toronto Waterfront Marathon, Ed sigla il tempo di 3h15’54”, all’età di 80 anni.

 

Più recentemente Whitlock aveva stabilito il record del mondo M85 nella 15 km Stockade-athon Road Race e migliorato il record del mondo M85 in maratona, chiudendo in 3h56’38” ancora la maratona di Toronto nell’ottobre 2016, il primo 80enne a farlo. Whitlock è stato capace di correre la maratona sotto le 4 ore, il più anziano di sempre a riuscirci: praticamente all’andatura poco sotto gli 11 km/h, una prestazione tale da essere studiata dagli scienziati come un vero e proprio prodigio del corpo umano, benché non sia stato il primo in assoluto a compierla. Anche in Italia, alcuni atleti oltre gli 80 anni sono riusciti a scendere sotto le 4 ore: è il caso per esempio di Antonino Caponetto, capace di correre a 81 anni, in 3h46’47”, nella Maratona d’Italia del 14 ottobre 2012 a Carpi.

 

In occasione del suo record di Toronto 2016, Ed ha corso con scarpe vecchie di ben 15 anni e una canotta di almeno 20 anni. Non aveva un allenatore. Non seguiva una dieta particolare. Non teneva traccia di quanto correva. Non utilizzava dispositivi per rilevare le sue pulsazioni mentre era in movimento. Non si faceva massaggiare, né si sottoponeva a bagni nel ghiaccio. Spazzava la neve in inverno e lavorava in giardino d’estate. Ma non sollevava pesi, né faceva piegamenti o flessioni: stretching solo il giorno della competizione. Non assumeva farmaci.

 

«È qualcosa di stupefacente», hanno commentato gli esperti. «Alla sua età, è normale aver perso circa il 40% della propria massa muscolare: Whitlock ha esattamente mantenuto ciò che poteva avere a 20 anni, in maniera inspiegabile» ha spiegato il fisiologo Russell Hepple. «È qualcosa che và oltre la scienza, è un fenomeno degno della letteratura: è pieno di forza fisica e psichica. Resta una persona curiosa, vivace, spensierata».

 

Una delle massime preferite di Ed, ne riassume il suo spirito di tenace e gioioso faticatore: «Io non corro solo e principalmente per la mia salute o per qualche altro motivo. Io corro per correre, e lo farò per tutto il tempo che potrò farlo». Queste parole assai semplici sintetizzano ed eliminano alla base il problema se correre, e quanto, faccia bene o meno. «Purtroppo ogni anno, ogni sei mesi in più, le mie prestazioni peggiorano», si rammaricava Whitlock. Ed, da parte sua, era sicuro che avrebbe battuto il record over 90, anche grazie al gene della longevità, che è presente nella sua famiglia. «Ho avuto uno zio che è vissuto 107 anni».

 

«Non vado dal fisioterapista, non ho allenatori o manager, per tenermi in forma spalo la neve. Corro lento, da tre a quattro ore al giorno, intorno al cimitero, a cento metri da casa».   Qual è il tuo segreto, Ed? «Semplice. Per il cimitero non sono pronto. Allora ci corro intorno».   Whitlock si è prima stupito per tanto clamore e poi ha raccontato la sua esistenza da metronomo a due zampe, sempre uguale a se stessa, poiché lo sport ad alto livello richiede pazienza e ripetizioni, per dirigersi verso il traguardo.   «Non ho un allenatore. Non ho un manager. Non ho un fisioterapista. Non ho uno sponsor. E no: non assumo né integratori né doping, se è quello che vi state chiedendo».   Whitlock rimane per un verso un mistero buffo come il suo umorismo, tipicamente inglese, con il quale non svelava i suoi segreti, forse poiché non ne aveva.

 

Egli detiene a oggi le migliori prestazioni mondiali master sulla distanza di maratona a livello dei 70 anni (2h54’49’’), dei 75 (3h04’54’’), degli 80 (3h15’54’’) e degli 85 (3h56’34”).

 

Non basta aggrapparsi a un fisico longilineo (1,70 m per 49 kg) con ridottissima massa grassa, a una capacità polmonare fuori dal comune, a un innegabile talento per la corsa, che ha consentito a Whitlock di macinare chilometri con un’andatura da “keniano bianco” e attempato. Quando nel 2012, a 81 anni, l’équipe dell’Università McGill di Montreal lo ha sottoposto a una serie di test fisici e mentali, i medici guardarono uscire Ed dalla porta come un marziano che torna sul suo pianeta: al di là di un eccellente VO2 max ‒ il parametro biologico che esprime il volume massimo di ossigeno che un essere umano può consumare ‒ non c’erano trucchi né enigmi da risolvere nel motore del vecchietto.   «Eppure il soggetto presenta minime tracce di invecchiamento» sentenziava il dottor Michael Joyner. Una foto in bianco e nero sulla credenza del salotto, la quale ritrae Whitlock in piena azione durante una gara al college, pareva attestarlo: il ventenne e l’ultra-ottuagenario sembrano fratelli, non creature separate da più di sessant’anni di storia, decadimento e invecchiamento cellulare.

 

«Io penso che non tutto sia spiegabile con la scienza e i numeri. Sono fermamente persuaso che le persone possano spingersi molto al di là di ciò che credono di poter fare. Devi solo essere sufficientemente idiota per provarci» sorrideva Ed, e andava oltre: «Ci rivediamo a 90 anni».

 

Ed Whitlock è morto lunedì 13 marzo 2017 presso il Princess Margaret Cancer Centre di Toronto, stroncato da un cancro alla prostata, all’età di 86 anni. Egli ci lascia con 25 record mondiali master all’attivo, dai 1500 m alla maratona: rimarrà nella storia dell’atletica e non solo. Ma prima dei suoi tempi, la sua figura di atleta semplice e contento è un esempio per tutti. Egli è sempre stato un esempio di modestia e umiltà: il ricordo delle sue imprese fornisce il classico esempio del “nulla è impossibile”.

I SUOI RECORD PER FASCIA D’ETÀ

DISTANZA

UOMINI

60-64

UOMINI

65-69

UOMINI

70-74

UOMINI

75-80

UOMINI

81-84

UOMINI

85-89

5 KM   17’23” 18’21”2 18’45”    
10 KM     37’33” 40’10” 42’58”  
10 MIGLIA   1h00’11”        
21,097 KM     1h22’23” 1h29’26” 1h38’59” 1h50’47”
30 KM 1h57’07” 1h57’40” 2h00’56”      
42,195 KM     2h54’49” 3h04’54” 3h15’54” 3h56’34”

I SUOI RECORD MASTER SULLA MARATONA

RECORD TEMPO ANNO LUOGO
Maratona M70 2h54’49” 2004 Toronto
Maratona M75 3h04’54” 2007 Rotterdam
Maratona M80 3h15’54” 2011 Toronto
Maratona M85 3h56’34” 2016 Toronto
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