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Tallarita Antonio 2011 a foto Roberto MandelliAntonio Tallarita il 1°/2 aprile 2017 ha partecipato alla 24 ore su pista, denominata Freedom Leisure British Ultrafest a Crawley, in Gran Bretagna. Antonio ha totalizzato 198,673 km, cioè 8,278 km/h, che gli hanno permesso di giungere 2° dietro l’inglese Andy Jordan (202,338 km). Di passaggio nella 12^ ora ha conquistato la Miglior Prestazione Italiana della categoria M55, con 119,200 km, nella gara in cui ci sono stati 29 atleti in classifica (19 uomini e 10 donne), tutti della Gran Bretagna eccetto un irlandese, uno svedese e il nostro Antonio. Tale MPI di categoria affianca quella della 12 ore indoor conquistata il 27/28 febbraio 2016 all’Endurance 24 h Ultrarun Helsinki quando di passaggio egli corse 118,572 km.

 

Sentiamo le sue impressioni dopo questa sua nuova eccellente impresa.

 

Com’è andata la gara? Un po’ al disotto delle aspettative.

 

Soddisfatto del tuo tempo e del piazzamento in classifica? Mi accontento.

 

Difficile il percorso? No, in pista di atletica da 400 metri.

 

Le condizioni meteorologiche sono state favorevoli? Troppo freddo e umido di notte.

 

Cosa hai assunto in gara? I soliti cibi: acqua, crèpes con marmellata, zuppe di verdure, pane, frutta, coca cola, tè caldo addolcito con il miele e/o con lo zucchero.

 

Il prossimo anno parteciperai ancora? Non credo.

 

Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione? Quali le maggiori criticità? Gli organizzatori sperano di dare sempre il meglio e fanno di tutto per mettere gli atleti a proprio agio. Quando qualcosa non va bene spesso siamo noi che abbiamo un approccio negativo e quindi ci mettiamo in posizione critica amplificando quello che non va e ignorando quello che c’è di buono.

 

Il rapporto qualità/prezzo lo ritieni positivo? Quando scelgo una gara non mi interessa la spesa. Mi piacerebbe però che a un prezzo alto corrispondesse un’organizzazione meritevole. A un prezzo basso non si può pretendere più di tanto. In questo caso ringrazio gli organizzatori per avermi permesso di correre: senza di loro non avrei potuto gareggiare.

 

Quale episodio in particolare ricordi? Quando il mio avversario mi stava per superare, a ogni giro che mi doppiava gli battevo le mani e gli facevo i complimenti. Poi quando lui è arrivato primo e io secondo, l’ho abbracciato e mi sono complimentato con lui, in gara e alla fine.

 

Cosa hai pensato in gara? Che potevo vincere e che se avessi vinto sarebbe stato giusto ritirarmi a vita privata.

 

Ecco ora qualche notazione più generale.

 

NOME Antonio COGNOME Tallarita DATA DI NASCITA 30/04/1960 CATEGORIA SM55

ALTEZZA MT 1,69 PESO KG 70 REQ. CARD. A RIP 44 SOCIETÀ Podistica Biasola ASD SPECIALITÀ ultramaratona ALLENATORE me stesso MEDICO dott. Rocco Fusco

TITOLO DI STUDIO Laurea in Ingegneria   Meccanica Costruzioni Automobilistiche  

PROFESSIONE Dirigente d’Azienda STATO CIVILE coniugato

 

RECORD PERSONALI

GARA TEMPO/METRI ANNO
42,195 km 3h06’ 2010
50 km 4h01’51” 2009
6 ore 70,535 2011
100 km 8h35’17” 2009
12 ore 129,442   2011
24 ore 226,335   2017
48 ore 326,144   2012
6 giorni 761,482   2017

 

ATLETICA

Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera? In terza media, facendo dei giri attorno al campo da pallacanestro durante le ore di educazione fisica.

Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare? Una gara studentesca organizzata dal professore di Educazione Fisica. Sono arrivato primo della classe, poi primo dell’Istituto e secondo alle Comunali, terzo alle Provinciali. L’anno successivo, al primo anno Tecnico Industriale sono stato tesserato per la  prima volta con una società sportiva.

Preferisci allenarti in compagnia o da solo? Indifferente, purché la compagnia non faccia ritmi che stancano.

Quando corri, su cosa ti concentri? Mi rilasso. Rifletto sulla giornata lavorativa e programmo le attività successive. Non penso né alla corsa né alle gare.

L’allenamento che  preferisci? Correre senza nessuna meta: mi rilassa.

Quante volte ti alleni? 7 volte a settimana. Faccio il doppio il fine settimana solo 4 e 3 settimane prima di una gara importante. Sempre sullo stesso percorso e gli stessi chilometri. Praticamente ripeto l’allenamento il sabato e la domenica.

Com’è il tuo allenamento? Tranquillo. Ogni seduta 16,5 km sul medesimo percorso.

Quanti chilometri percorri a settimana? 115 km circa

Quante gare fai ogni anno? Adesso molto meno. Faccio una selezione in funzione dei mesi e della distanza. Mi piace fare le gare, inserendo anche attività turistiche. Se riesco, 5-6 al massimo.

Esegui esercizi di stretching, ginnastica, circuit training, yoga o altro? Mai.

Il tuo rapporto con l’allenatore?   Ottimo: sono io! Da qualche mese uso il SuperOp   che mi aiuta a conciliare lo stress con le mie esigenze di allenamento. È uno   strumento che misura lo stress metabolico, valuta la condizione fisica e in funzione   dei parametri rilevati consiglia l’intensità dell’allenamento della giornata.

In che forma   introduci liquidi nel tuo organismo? Acqua del rubinetto, acqua minerale e tè.

In una competizione sportiva introduci liquidi e/o cibi solidi e in quale quantità? Durante una competizione mangio di tutto. Spessissimo usufruisco di quello che mettono a disposizione gli organizzatori con qualche   aggiunta di liquidi personali (tè, coca). Se potessi scegliere tra solidi, preferirei i semiliquidi come zuppe e altro. Difficilmente mangio pasta. Preferisco riso in brodo.

In una dieta   ottimale in quale percentuale dovrebbero essere rappresentati glucidi, lipidi e proteine? Lo sa il mio medico.

Oltre alla   tradizionale visita per certificato medico sportivo agonistico, ti sottoponi   ad altre indagini come esami del sangue periodici e con quale frequenza? Prima di ogni gara   importante.

Sei soggetto all’anemia?   Attualmente   no.


Secondo la psicologa sociale francese Melanie Joy, autrice   di Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, il sistema   in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che   mangiare carne più volte al giorno sia “naturale”, “normale” e quindi “necessario”. L’anatomia e fisiologia comparata distinguono animali: carnivori – onnivori – erbivori –   scimmie antropoidi. L’essere umano è assai simile alle scimmie antropoidi il cui cibo elettivo è costituito da frutti, grani e semi. Consumare prodotti animali allora è solo frutto di un’ideologia. Cosa ne pensi?
Penso che  sia una corrente commerciale. La ricerca di nuovi mercati.

Con quale frequenza controlli il tuo peso corporeo? Ogni mese a volte anche 3.

Riesci a mantenere un peso corporeo che consenta di sostenere un’attività sportiva o sei soggetto/a ingrassare o dimagrire? Sì, in perfetta linea con sbalzi al massimo di + 2 kg.

In caso tu abbia aumentato o diminuito il peso corporeo, quali provvedimenti adotti? Diminuisco o aumento le razioni di cibo previste nella giornata.

Hai mai fatto un esame impedezometrico per il rilevamento di massa grassa, massa magra, massa muscolare, metabolismo cellulare, ecc.? Lo ritieni utile ai fini del tuo allenamento e rendimento   sportivo? Una volta all’anno. Perfetto. Più che altro per avere conferma che tutto procede bene. Altrimenti ne farei volentieri a meno.

Oltre alla tradizionale visita per certificato medico sportivo agonistico, ti sottoponi ad altri indagini come esami del sangue periodici e con quale frequenza? Analisi del sangue almeno 15 giorni prima di una gara importante e impegnativa.

In genere i corridori, specialmente quelli di lunghe distanze, incorrono nel problema dell’anemia. È anche il tuo caso o accusi altri disturbi? Mi è successo nel 2008. Quando correvo senza fare analisi del sangue. Se ne sono accorti all’AVIS dove mi ero presentato per donare il sangue. Da allora faccio controlli continui e periodici.

In caso di problemi fisici a chi/che cosa ricorri? Continuo a correre cercando posture diverse fino alla scomparsa del dolore. 1 sola volta in 14 anni che corro mi sono rivolto a un osteopata, Francesco Damiani, che mi ha “allineato” subito.

Ti fai massaggiare abitualmente o solo in caso di infortuni? Solo prima e dopo gare impegnative e non sempre. Spesso preferisco la naturalezza fisica e il recupero muscolare autonomo. Se decido di fare le terapie mi rivolgo al centro specializzato Fisiokinè.

Avverti qualcosa d’insolito nelle fasi pre-gara? Sai gestire l’ansia? Molto bene.

Ti sei mai sottoposto a un esame baropodometrico? A una valutazione posturale? Molto spesso visto il mio problema dell’alluce valgo assai pronunciato. Quando ho visto che “mi rubavano i soldi” ho preferito cominciare a fare da me, modificando scarpe e plantari. I medici non sanno o non capisco o gli fa comodo non capire che correre e camminare sono due cose diverse, e che la postura e i carichi sono fondamentalmente diversi e che quindi non possono dare i medesimi plantari a chi cammina e a chi corre. Inoltre, il 90% dei medici ignora le caratteristiche delle scarpe da running che, come sappiamo, sono molto diverse da quelle da passeggio. Poi non parliamo della scomposizione delle spinte quando con la fatica la postura cambia completamente e con essa gli appoggi dei piedi di chi corre.

Hai mai effettuato test di valutazione? Quali e con che   frequenza?   Mai.

 

SPORT

Leggi libri e riviste di atletica leggera? Quali? Mai.

Segui trasmissioni televisive su questo sport? Mai.

Quale sito frequenti maggiormente? Quello della IUTA 1 volta a settimana o bisettimanale.

Nella tua società sportiva ci sono atleti con disabilità? Sì.

Non ritieni che il settore disabilità andrebbe maggiormente preso in considerazione anche nell’atletica leggera? Prioritario in tutto e non solo nell’atletica. Anche nella vita di tutti i giorni.

Lo sportivo che preferisci e perché. Non ho mai avuto idoli e mai fans di nessuno, né attore né cantanti né sportivi.

Un giudizio sulla tua società sportiva e i motivi della scelta. La Podistica   Biasola ASD è la migliore società, un’ambiente dove si respira entusiasmo e   spirito di gruppo

«L’importante non è vincere, ma partecipare con il massimo impegno e al limite delle proprie possibilità» (De Coubertin). Sei d’accordo oppure? A seconda dei periodi. Partecipare per dare il meglio di se stessi e ricercare se stessi, sì! Partecipare per il gusto di partecipare, no!

I tuoi obiettivi sportivi. Conoscermi.

La tua famiglia condivide la tua passione sportiva? Pienamente. Mia moglie Gabriella è il mio assistente e il mio sponsor preferito.

Nel tempo libero cosa c’è oltre all’atletica? Famiglia e lavori domestici.

 

NUTRIZIONE E SALUTE

Come ti alimenti abitualmente? Grazie al dott. Rocco Fusco, della Tenuta Ippocrate di Avellino, mangio di tutto.

Assumi integratori alimentari? Ultimamente con la “vecchiaia atletica”, sì: Omega 3 e proteine. Per molti anni invece non ho preso nulla.

Le tue scelte dietetiche sono suggerite dal medico, dal dietologo, da riviste, personali o altro? Dal medico sportivo ed alimentarista.

Nella scelta dei cibi vegetali preferisci quelli provenienti dall’agricoltura tradizionale, integrata, biodinamica o biologica? Non faccio differenza.

In caso tu abbia aumentato o diminuito il peso corporeo, quali provvedimenti adotti? Diminuisco o aumento le razioni di cibo previste nella giornata.

Hai mai fatto un esame per il rilevamento di massa grassa, massa magra, massa muscolare, metabolismo cellulare, ecc.? Lo ritieni utile ai fini del tuo allenamento e rendimento sportivo? Una volta all’anno. Perfetto. Più che altro per avere conferma che tutto procede bene. Altrimenti ne farei volentieri a meno.

Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test? Assolutamente no. Dovrei scrivere tutte le sere la stessa cosa: «Oggi ho fatto 16,5 km al ritmo che avevo voglia».

Il successo che più ti ha gratificato? Ne ho tanti, ma sicuramente il salto di qualità l’ho compiuto con la “Torino Roma non stop” e la “ 10x100 = 1.000”; ovvero 100 km al giorno per 10 giorni consecutivi.

Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare? Un solo paio che porto fino al consumo prima di acquistarne un altro. Di solito arrivo anche a 1000 km prima del cambio. Uso sempre stesso modello e stessa marca, ma sono costretto a modificarli all’altezza dell’alluce in quanto anche le E4 mi sono strette. Praticamente ci faccio un buco e metto fuori l’alluce.

 

ESSERE ULTRAMARATONETA

Cosa ti ha spinto a diventare “ultramaratoneta”? La voglia di mettermi in gioco e scoprire nuovi limiti.

Qual è la gara estrema che più ti affascina e perché?La Spartathlon: mitologica. Una gara organizzata alla perfezione.

Il risultato ripaga sempre lo sforzo profuso in allenamento e gara? Non sempre. Ogni gara è una cosa a sé. Scopri debolezze e punti di forza sempre diversi.

Ti piace il trail running e perché? Non lo conosco.

Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana per terminare   senza accusare malori e comunque essere in grado nel giro di pochi giorni di   ritornare a correre? Se dovessi dare un consiglio, almeno 4 volte a settimana per almeno 60-70 km totali.

In genere il corridore corre e basta, e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra? Sicuramente   sì. Mi complimento e provo stima per chi riesce a fare tutto questo o parte di esso. Io non riesco e/o non ho voglia. Esco dal lavoro alle 18.30 e vado a correre alle 18.45. Rientro a casa che sono quasi le 21.00. Doccia, cena e non ho voglia di faticare ancora.

Conta più la mente, il fisico o il cuore nella vita di un ultramaratoneta? Il cuore e la testa. Ma senza allenamento non vai lontano.

In famiglia altri condividono la tua passione? Condividiamo le esperienze e non la passione.

La gara più bella? Sicuramente la “10x100=1000”. Svegliarsi tutte le mattine con l’idea di trovarsi insieme a tanti amici e correre, è stato affascinante.

IL MONDO ULTRA

Il calendario è sempre più fitto: tante   gare, tanti atleti partecipanti. In fondo gli episodi drammatici di   incidenti, infortuni, morti sono ridotti. Cosa ne pensi? È un bel mondo. Un settore in sicura espansione. Più si va avanti e più   la gente ha voglia di misurarsi con se stessa e con gli altri e più si ha   voglia di mettersi in gioco.

La FIDAL tempo fa informava di un progetto   per regolamentare le gare outdoor? A tuo giudizio cosa andrebbe modificato e comunque rivisto? La FIDAL è opportuno che concentri le sue attenzioni alle prestazioni di alto e altissimo livello. A quelle popolari è giusto che ci pensino le associazioni.

Il Gran Prix IUTA è ben organizzato? Sicuramente sì.

Ogni manifestazione ha un suo regolamento,   ma non sempre viene rispettato quanto in esso contemplato; per esempio, ristori, spugnaggio, segnaletica percorso a volte lasciano a desiderare. Come   operare al fine di rendere maggiormente fruibile l’evento? Per le gare inserite nel calendario IUTA, e ancora di più per se inserite nel Gran Prix IUTA, sarebbe giusto che la IUTA esercitasse un maggior controllo e avesse una maggior influenza decisionale sul rispetto di regole precise. Ci vorrebbe uno standard che permetta di valutare l’organizzazione di una gara.

Nella   maratona ci sono 12’28” di differenza tra il record maschile e quello femminile. Allungando la distanza il divario   aumenta. Ma la donna possiede delle qualità di resistenza e di   predisposizione alla fatica non certo inferiori all’uomo. Allora influisce in ciò il fattore che l’universo femminile si è dedicato più tardi dell’uomo? Le donne sono forti. Faranno dei bei risultati. In molte gare vincono già gli assoluti.

Su 100 atleti ultra, secondo te quanti assumono sostanze illecite per andare più forte? Il 50% almeno, sono sincero. Chi lo fa è un poveraccio, se non a livello culturale, sicuramente sotto il profilo morale.

Non ritieni che quella degli integratori sia una moda? Più che una moda è un business che fa bene solo a chi li produce. Usano la debolezza dell’uomo e la voglia di emergere che ciascuno porta dentro di sé in maniera nascosta o plateale.

Nel nostro Paese è ancora poco considerato il valore formativo dell’attività sportiva. Cosa fare per migliorare la situazione? Aumentare la cultura base e migliorare le condizioni di lavoro e la stabilità del   lavoro stesso. Chi fa sport in genere è perche ha una garanzia occupazionale   e uno stipendio che gli permette di spendere. Senza soldi non si va lontano   neanche nella pratica sportiva. Si dice che correre è uno sport povero e lo è sicuramente. Quando fai le gare non è più così. Per partecipare a una competizione, tra iscrizioni, trasferta, ecc. ci vogliono da 100 a 300 e più euro.

Nel mondo   dell’atletica leggera stiamo assistendo all’”onda africana”: nel settore velocità c’è un dominio di atleti giamaicani; nel mezzofondo di atleti keniani ed etiopi. Ma allora perché gli africani ancora non sono riusciti a   eccellere pure nel mondo ultra? Quando ciò potrà realizzarsi? Se ci fossero i soldi, sarebbero già a arrivati. Gli atleti dei Paesi emergenti spesso hanno dei manager europei che li selezionano e li preparano nei loro Paesi, e quando sono pronti li   portano in giro per il mondo. Sono gestiti come una normale azienda.

 

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