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Andrea Karl-women-s-winner-of- the-2015-Go-St.Louis-Marathon- Copia

Certo che la gente è strana. Kendall Schler, oltrepassa il traguardo di Saint Louis con faccia un po’ schifata. D’accordo che l’obiettivo è Boston, la settimana seguente, però nel frattempo vincere una maratona non è da buttar via, specialmente se hai 26 anni ed una carriera davanti.

E poi il tempo: 2 ore, 50 minuti e 30 secondi. Il suo nuovo personale! Ottimo passaporto per avere diritto ad un pettorale a Boston anche nel 2016. D’altronde pure nel 2014 la Schler era arrivata terza qui a Saint Louis, conquistando così il “passaporto” per Boston 2015. Eppure la ragazza sembra persino disturbata dalle foto di rito. Nemmeno l’assegno di 1500 dollari del premio la farà sorridere. Che dura! Forse non è soddisfatta e voleva di più? Oppure è preoccupata per aver spinto troppo ed ora teme che a Boston sia stanca, com’è successo l’anno passato?


Andrea Karl, la seconda classificata, arriverà solo 4 minuti dopo. Seconda solo all’arrivo, in quanto la vera vincitrice è lei. Kendall Schler in giro, o meglio sul percorso, si è vista poco.  In effetti  mancano diversi passaggi ai tappeti di controllo ed inoltre non si riesce a trovarla nemmeno su una delle tante foto scattate sul tracciato. Un po’ come era successo l’anno precedente. Solo che nessuno ci aveva fatto caso allora. Insomma ha tagliato di nuovo, ma stavolta ha fatto male i conti, arrivando troppo presto.


In conseguenza di ciò, premio e vittoria di Saint Louis le sono stati revocati. Idem per quanto riguarda il pettorale per la Boston Marathon. Per il futuro, suggeriamo alla signora di trasferirsi nel nostro bel paese, dove troverà molti esperti del settore pronti ad insegnare i trucchi per non farsi mai beccare. E poi, se dovesse capitare, stia tranquilla: qui la FIDAL non ti squalifica mai ed organizzatori che rifiutano l’iscrizione ai tagliatori come hanno fatto a Boston, noi non ne conosciamo. Ma se ci stiamo sbagliando, segnalatecelo.

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