You are now being logged in using your Facebook credentials

Rio olimpiadi 2016 maratona collage foto COLOMBO FIDAL

 

Da qualche parte si è parlato di delusione, io sostengo che in due casi su tre si è trattato di una buona prestazione, quantomeno relativamente alla situazione attuale. Valeria Straneo proveniva da un periodo nero, una catena di infortuni che le ha impedito sia di gareggiare che allenarsi decentemente, tranne che nell’ultimo periodo.

Rimasta sola già prima del km 10, solo la sua esperienza, la sua “testa” e la voglia di onorare la maglia azzurra le hanno consentito di chiudere la maratona(ultima Olimpiade?) con un onorevole 13° posto, in 2:29:44 (una curiosità, si tratta del record nazionale all time nella categoria F40). Da rilevare, inoltre, che è stata terza europea, dopo la bulgara Mazuronak (2:24:48) e la lettone Prokopchuka (2:29:32).

Una gara certamente difficile, per tutte, su un percorso relativamente veloce ma reso impegnativo dalle elevate temperature, che tuttavia non ha impedito di realizzare discrete performance, tenendo presente l’importanza assoluta di vincere all’Olimpiade, piuttosto che realizzare crono di rilievo: le prime cinque hanno chiuso sotto 2h25’, le prime sette con uno split negativo (seconda parte più veloce), addirittura di due minuti per la vincitrice Sumgong. Eppure il ritmo, già nella parte iniziale, non era lento, il nutrito gruppo delle prime è passato ai 10 K in 34’30; tutto ciò ha generato una gara ad eliminazione, dove diverse possibili protagoniste hanno ceduto col passare dei chilometri: Christelle Daunay, Tigist Tufa, Helah Kiprop, Jessica Augusto, giusto per citarne alcune.

Per Catherine Bertone non si può più parlare di sorpresa, 25^ in 2:33:29; la sua felicità all’arrivo, manifestata con una danza simil brasiliana diceva veramente tanto, credo che dopo tante indecisioni e incertezze anche la stessa Fidal debba ritenersi contenta di averla convocata. In rapporto al percorso di Rotterdam, un biliardo, dove ottenne il suo personale in 2:30:19, questo crono è molto vicino al suo personale. Aveva detto di non rendersi conto del sogno dell’Olimpiade, che forse avrebbe preso coscienza solo al colpo di pistola; ora dice che il sogno continua, che non ha voglia di risvegliarsi. Bello il suo pensiero dopo la conclusione di questa sua “dolce” fatica” , un pensiero dedicato a noi tutti che corriamo “ Questa maratona l’ho vissuta come un bellissimo sogno per tutti quelli che corrono tutti i giorni, in mezzo alla fatica, e lo dedico anche a loro.

Per Anna Incerti, ritirata, invece si è trattato della conferma di un periodo difficile. Si legge di un problema alla caviglia: prendiamone atto, tuttavia era già in difficoltà dal km 30 e, soprattutto, veniva da un periodo di prestazioni non eccelse(vedi 1h14’ al mondiale di Cardiff) e mancate partecipazioni a gare(Lugano e Trieste) dove avrebbe potuto e dovuto dimostrare la sua efficienza. Ora si apre un periodo di riflessione, speriamo di rivederla ancora correre a buoni livelli.

Infine, una nota sulle atlete americane, in tre nei primi 9 posti: Shalane Flanaghan (2:25:26), Desireé Linden (2:26:08) ed Amy Cragg(2:28:25). Che io ricordi non era mai accaduto ad una Olimpiade.

facebook2 youtube2  googleplus33 instagram rss 

Classifiche recenti

There are not feed items to display.
  • Check if RSS URL is online
  • Check if RSS contains items

Login Redazione

 

Foto Recenti