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Ferrandina Straferrandina 2017

SERVIZIO FOTOGRAFICO

 

Il piacere di ritrovarla dopo un anno di assenza. Per gli affezionati non è cambiato nulla, ma il tam tam mediatico si è interrotto, tanti neofiti non hanno avuto l’eco della bellezza della Straferrandina.  

 

Ed è stato quasi un ripartire di nuovo, ma la strada è segnata, stiamo parlando di una manifestazione che va oltre la serie A, siamo almeno in Europa.

 

Forse anche questo spaventa un po’ chi è alle prime armi o chi non ha grandi ritmi, si sente quasi un pesce fuor d’acqua in una gara dagli alti contenuti tecnici, e pensa sia meglio recarsi altrove.

 

Grosso errore se così fosse, perché non si potrà magari raggiungere il premio, ma il piacere di correre con grandi atleti accanto, oltre all’alto standard organizzativo, sono fattori che dovrebbero sempre esaltare chi corre.

 

Oltre 300 iscritti alla competitiva, davvero pochi, invito sin da ora i podisti pugliesi, i podisti italiani, a venire a provare le emozioni della “Straferrandina” per la prossima edizione, certo di non sbagliare.

 

Ferrandina è un comune della Basilicata, a pochi chilometri da Matera, a circa 500 metri sul livello del mare, si può così godere di fantastici panorami in lontananza, di splendidi scorci in paese, oltre alla buona cucina lucana.

 

Qui è sorta anni fa la locale Podistica, tante gare in Regione e in Puglia, fino alla decisione di voler dare vita alla propria manifestazione.

 

Dopo l’esordio, dalla seconda edizione, il grande salto organizzativo, tanto che Ferrandina diviene il paese della Straferrandina, quella gara fantastica, dal percorso tosto, ma bellissima, un’autentica festa. Si arriva così a più di 500 iscritti, ma poi il doversi fermare un anno per difficoltà oggettive e il timore di non garantire la consueta “ospitalità”: si riparte allora dal 2017 e andiamo a raccontarla.

 

Sin dall’arrivo in città, si respira il clima della gara, con viali transennati, lunghi banner della manifestazione e degli sponsor, indicazioni per il parcheggio e per il punto di raduno.

 

L’arco gonfiabile dello sponsor tecnico in bella mostra in uno dei punti topici del tracciato, poi si sale, attraversando il caratteristico paese, sino a giungere in Piazza Plebiscito, punto di ritrovo, partenza e arrivo.

 

La Piazza è già pronta; l’ampio palco montato, zona ristoro allestita, il locale di consegna pettorali per i top runners; in alto, invece, salendo l’ampia scala, nel palazzo del Comune, la rapida consegna di pettorali, chip e pacchi gara.

 

Gara nazionale “bronze”, ha il costo d’iscrizione fissato a 10 euro, ma un premio di partecipazione molto ricco, quasi un cesto di premiazione di altre manifestazioni.

 

Bagni, bagni chimici, spogliatoi, docce, non occorre affannarsi per trovare le comodità. Diverse le fontanine che erogano acqua fresca, ma le bottigliette sono da subito consegnate agli atleti… assetati.

 

Ecco proprio l’accoglienza è uno dei segreti di questa manifestazione, con gli atleti coccolati dal parcheggio fino alla risalita in auto.

 

Giornata soleggiata, ma non caldissima, spira un interessante vento che raffredda le temperature, compresa quella corporea.

 

Calda è invece la voce di Paolo Liuzzi, finalmente speaker alla StraFerrandina, cronaca e ilarità in un mix perfetto, interessando ma non stancando il pubblico con il racconto della gara.

 

Alle 18,15 con ampio anticipo sulla gara ufficiale, la partenza della non competitiva di 1,5km, per permettere a ragazzi, bambini e poco allenati di partecipare all’evento, magari qualcuno si avvicinerà seriamente al nostro fantastico sport.

 

Il colpo di avvio sparato dall’assessore allo sport, la dottoressa Maria Teresa di Stefano, che poi si accoda al plotone di oltre duecento partecipanti, spingendo il passeggino…

 

Danno il meglio di sé tutti partecipanti, per la cronaca vinceranno i fratelli Marino, con il fratello primo tra gli uomini e la sorella prima al femminile.

 

Terminati gli arrivi della “breve”, si definiscono gli ultimi dettagli per la gara clou. Gli addetti di Tempogara-Icron sistemano al meglio tutta l’apparecchiatura per rilevare passaggi e arrivi, il display per far leggere i tempi di percorrenza, la macchina fotografica che scatta ad ogni passaggio.

 

Procedono al risveglio muscolare gli atleti, già il riscaldamento denota le differenze di ritmo tra i partecipanti, anche se tutti non disdegnano una bella foto ricordo.

 

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza (le 19.00), gli atleti sono tutti schierati sulla linea di via, un ultimo passettino e sono dietro il rilevatore chip: comincia il minuto di raccoglimento per ricordare Siham Laaraichi, la sfortunata atleta marocchina/campana investita e uccisa da un treno nell’agosto dello scorso anno, qui vincitrice nel 2015.

 

Un lungo e sentito applauso, qualche attimo di ritardo in attesa del “tutto a posto” sul tracciato, finalmente il permesso ed ecco il colpo di pistola sparato dal Sindaco, dott. Gennaro Martoccia, e via, subito in discesa.

 

10540 metri suddivisi in tre giri identici: questa la lunghezza del tracciato, che dopo la partenza in discesa sul lungo viale centrale, presenta le sue difficoltà con un’alternanza continua di saliscendi, per un percorso tecnico e duro, di quelli che si faranno sentire nei prossimi giorni, tra dolori e acido lattico. Ma non ci si annoia mai, non si è mai soli, con il pubblico ad ammirare e a commentare l’andatura dei partecipanti, ma soprattutto ad incitarli.

 

Da segnalare che, correndo per la prima volta di sabato sera, per non bloccare la città, gli organizzatori sono stati costretti ad una piccola variazione di percorso che lo ha reso ancor più difficoltoso.

 

Ristoro d’acqua ad ogni giro, tracciato sorvegliato e blindato al traffico, cartelli chilometri posti in maniera esatta, davvero non ci si può lamentare…

 

Tre “fratelli” neri in gara, il podio è cosa loro, anche se tutti sperano in un miracolo di Santoro e di Auciello, i più vicini ai ritmi africani.

 

Sin dall’inizio è un duello tra i due rwandesi Ntawuyirushintege e Manirafasha, segue a piede il keniano Kimutai Koech. Santoro e Auciello sono all’inseguimento a breve distanza, poi Zullo, Selvarolo, Minerva, Redi, Quarato, la “bella” Puglia è qui.

 

Al femminile domina la Iranzi, ventitreenne atleta rwandese; seguono Giustino, De Leo e Ceglia, più staccata Mongelli.

 

Un invogliante tappeto azzurro conduce gli atleti al passaggio su traguardo; a partire dal secondo giro già avvengono i primi doppiaggi, con i primi a darsi battaglia e gli ultimi sermpre più a soffrire, anche se il buon Liuzzi riesce sempre a strappare a tutti un sorriso con le sue battutine…

 

Spettacolo puro, tutti sempre staccarsi da terra, persino i più lenti volano sul tappeto blu di arrivo, che sia un tappeto magico?

 

Ma è già tempo di descrivere gli arrivi: preceduto dalla Smart apripista, facendosi spazio tra i doppiati, ecco arrivare il vincitore, il 24enne Potien Ntawuyirushintege che conduce la canotta nera dell’Athletic Terni al successo in 32:23. Sei secondi di distacco per il secondo, il connazionale rwandese Primien Manirafasha, 28enne tesserato per l’Atletica Futura Roma, a lungo affiancato al vincitore. Terzo gradino del podio per il 35enne keniano Josphat Kimutai Koech (Libertas Runners Livorno), in 32:51.

 

Quarto posto per il carissimo sipontino Dario Santoro (Daunia Running San Severo), già campione italiano di maratona, che chiude in 33:02, seguito dall’ottimo Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto), quinto in 33:06. Non molla, Luigino Zullo (Running Team D’Angela Sport Turi) ed è sesto in 34:14, sul validissimo Pasquale Selvarolo (Barile Flower Terlizzi), settimo in 34:37. Torna in corsa dopo un “difficile” momento Francesco Minerva (Montedoro Noci), piazzandosi ottavo in 35:16, seguito dal correttissimo Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle), nono in 35:44, e dal rampante Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra), decimo in 36:18. Premiati i primi quindici uomini con buono in danaro di diverso valore decrescente, completiamo la lista: 11° Antonio Esposito (Amatori Atl. Acquaviva) in 36:25, 12° Rino Bonvino (Dynamyk Palo) in 36:33, 13° Vincenzo Trentadue (Dynamyk Palo) in 36:48, 14° Raffaele Nanula (Amatori Atl. Acquaviva) in 36:51, 15° Donato Masciale (Dynamyk Palo) in 36:58).

 

Celine Iranzi (Orecchiella Garfagnana) vince tra le donne in 38:09, davanti ad una splendida Viola Giustino (Giovani Atleti Bari) che chiude seconda in 39:07; terzo posto per la grintosa calabrese Palma De Leo (G.S. Lammari), terza in 40:41, Bravissima Mariangela Ceglia (Running Team D’Angela Sport Turi), quarta in 40:55, sulla stella lucana, nazionale di montagna, Lidia Mongelli (Atletica Correre Pollino), quinta in 42:11, che ottengono il buono di vario importo. E’ sesta la brava Rossana Lo Vaglio (Podistica Amatori Potenza) in 44:21, sulla potente Maria Rosaria Moretti (Athlos Matera), settima in 45:26, e sull’eterna Rosa Luchena (La Fabrica di corsa), ottava in 46:04. Sempre tra le top, Valeria Cirielli (Amatori Atl. Acquaviva) è nona in 46:49, a precedere la capace Maria Crescenza Mancino (Athlos Matera), decima in 48:05.

 

242 gli uomini giunti regolarmente al traguardo, 39 le donne: chiudono rispettivamente Rocco Marcodoppido (Pod. Amatori Potenza) in 1:12:25 e Rosaria Viglioglia (Bramea Vultur Runnes), in 1:16:54.

 

Terminata la corsa, un ricco, ricchissimo ristoro attende gli atleti: focacce di vario genere, frutta, dolci, acqua, the, integratori e qualcosa mi sarà sfuggita, con consegna fino al esaurimento di tutti i beni. Alcuni atleti usufruiscono della doccia, quanto mai benefica, soprattutto in questi periodi.

 

Cerimonia di premiazione che comincia con i brevi discorsi del Sindaco e dell’Assessore allo sport che ringraziano tutti i partecipanti, gli organizzatori e promettono di istituzionalizzare la Straferrandina per le prossime edizioni. Più concreto di discorso di Vincenzo Zaltini, deus ex machina della manifestazione insieme a Giandomenico Tudisco, che ben conoscendo le difficoltà organizzative, non riesce già a fissare la data per la prossima edizione, edizione che potrebbe trasformarsi in gara ad invito per soli atleti top, vista la mancata risposta numerica degli atleti “medi”.

 

Staremo a vedere, intanto si procede con la consegna del trofeo ai primi due atleti della non competitiva, fratello e sorella Marino, che ci auguriamo di vedere presto tesserati con la società locale.

 

E’ il momento del podio maschile, giustamente sommerso da una valanga di coriandoli e applausi, con consegna di trofeo, buono e cesto di prodotti alimentari.

 

Premiati con consegna di una ricca confezione di prodotti locali presso la segreteria gli atleti maschi dal 16° al 100°, i restanti dodici uomini (dal 4° al 15°) salgono sul podio a ricevere i meritati premi con buono in danaro e cesto di prodotti alimentari.

 

A seguire, il podio femminile esteso fino alle prime cinque, con le altre (praticamente tutte!) a ritirare il premio presso la segreteria.

 

Tra le società vittoria per la Podistica Amatori Potenza che precede, nell’ordine, Amatori Atl. Acquaviva, Lucani Free Runners, Dynamyk Palo del Colle e Athlos Matera.

 

Valevole come prova del Corri Basilicata e come Campionato regionale master sulla distanza, si procede alla consegna di medaglie per i prime tre lucani di ciascuna categoria e alla proclamazione dei campioni regionali.

 

E’ davvero finita, Paolo Liuzzi saluta gli sparuti spettatori rimasti in Piazza e dà appuntamento fra un anno per l’ottava edizione.

 

Dopo la delusione numerica di quest’anno, ma con la gran consolazione derivante dai complimenti di tutti i partecipanti ed osservatori, sarà difficile per Vincenzo, Giandomenico e soci non dar vita alla prossima Straferrandina.

 

Personalmente continuerò sempre a celebrarla e non per amicizia con i cari organizzatori: questa manifestazione è davvero valida e da vivere per cui concludo con una frase da cartolina, dichiarando: “Bentornata Straferrandina e cento di queste edizioni!”.         

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