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Sesto S Giovanni Alpin Cup 2017 foto Roberto Mandelli

SERVIZIO FOTOGRAFICO

 

Il sole e una bella giornata autunnale hanno fatto da cornice alla 13^ Alpin Cup, la mezza maratona organizzata dal Gruppo Alpinisti di Sesto San Giovanni all’interno del Parco Nord che, dal 2015, è affiancata da una 10 km competitiva e non. Ed è proprio su questa gara che devo segnalare l’unica “ombra” della giornata. Infatti gli organizzatori hanno deciso di anticipare alle 9,00 la partenza della gara, inizialmente prevista, anche da regolamento approvato da FIDAL, alle 9,15. Premesso che a mia memoria non ricordo di gare la cui partenza sia stata anticipata (posticipata per varie ragioni sì) rispetto all’orario comunicato, a mio avviso, se questa era la necessità degli organizzatori (ricordo che la partenza alle 9,15 è prevista sin dalla prima edizione), il cambiamento doveva essere ripetuto all’infinito al momento della consegna dei pettorali e nelle zone limitrofe con annunci vocali e non, come invece è stato fatto, con semplici (e, considerate le lamentele, inutili) cartelli.
Vero, come diceva un signore, suppongo del Comitato Organizzatore, con il quale ho scambiato due chiacchiere sull’argomento, che non è morto nessuno, ma in tanti si sono trovati spiazzati dal cambiamento, e mi è stato anche riferito di gente che ha addirittura rinunciato a gareggiare.
Detto questo, il Centro Scolastico Parco Nord è stata la solita garanzia logistica offrendo ampi spazi per tutti i servizi pre e post gara, mentre all’esterno è stato allestito il succulento ristoro con gli immancabili panini con wurstel e formaggio. Rispetto al 2015, l’ultima volta che ero stato presente alla gara, il percorso della mezza (ma forse lo era già l’anno scorso), è tornato su due giri. Impegnato nella distribuzione dei pettorali dei miei compagni di squadra, non so dire a che ora sia stato poi dato il via alla 10km, ma Roberto-superclick-Mandelli mi ha detto poco dopo le 9,00. Ero invece presente alla partenza, avvenuta puntualissima alle 9,30, della mezza maratona, e dopo circa 50 metri di gara a guidare il gruppo dei quasi 500 partenti c’era già Orazio Bottura.
Non era passato molto da quando gli ultimi della mezza scomparivano in fondo al viale, che dall’altra parte comparivano i primi della 10km e la lunga volata se l’aggiudicava Andrea Assanelli, che tagliava il traguardo a braccia alzate fermando il cronometro sul tempo di 32’53”. Dietro di lui si sono piazzati Andrea Secchiero in 33’00” e Roberto Dimiccoli staccato di 10”, a dimostrazione che i tre devono aver combattuto a lungo prima dell’epilogo finale.
Decisamente meno combattuta la gara femminile dove Barbara Corsini ha letteralmente dominato le avversarie vincendo in 39’51” davanti a Vincenza Cazzaniga (41’30”) e Giulia Papetti (42’22”).
Mentre si susseguivano gli arrivi della 10km, transitavano, nella corsia opportunamente predisposta, i partecipanti alla mezza che iniziavano il loro secondo giro. Al comando della gara maschile era sempre Orazio Bottura seguito da altri due o tre concorrenti, mentre la prima donna a passare sul traguardo era Samantha Vezio con un discreto vantaggio su Claudia Redaelli a sua volta seguita da Valeria Bellan. Nel secondo giro nessuno sconvolgimento nella gara maschile, ma solo uno scatenato Orazio che allungava e aveva ragione dei suoi avversari chiudendo solitario la 13^ Alpin Cup con il tempo di 1:15:30, davanti a Matteo Terenghi (1:16:40), mentre sul gradino più basso del podio saliva Marco Tiozzo (1:16:55).
Quello che non è successo nella gara maschile, si è invece verificato nella gara femminile, dove nel secondo giro Samatha Vezio ha probabilmente accusato un primo giro “sopra le righe” ed è stata risucchiata da Claudia Redaelli e Valeria Pavan che hanno chiuso al primo e secondo posto. Per loro il cronometro si è fermato su 1:30:11 e 1:30:26 rispettivamente, mentre Samantha ha chiuso terza in 1:31:46.
Per la cronaca sono stati 453 gli arrivati alla mezza mentre 363 quelli della 10 km competitiva. Qualche problemino con l’impianto audio ha rallentato e reso complicato l’abbrivio delle premiazioni finali, e la Ross ha dovuto fare affidamento più sulle sue corde vocali che sul microfono, poi tutto si è sistemato.

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