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Martinelli Daniele 250x188 foto Roberto MandelliLo scandalo del calcio mondiale corrotto, che ha portato per ora all'arresto di sei dirigenti della Fifa, getta un'ombra di discredito sullo sport più popolare del mondo. In Italia, abituati come siamo ai Moggi, alle Calciopoli e ora anche alle tresche di "bassa lega" nel settore dilettantistico, non ci meravigliamo di certo per questo terremoto che scuote i vertici del pallone. Noi italiani digeriamo tutto e, anzi, con arrendevole franchezza, diciamo che è normale così. Tuttavia, questo scandalo del calcio mondiale corrotto, ci fa porre qualche domanda sullo stato di salute del nostro amato mondo dell'atletica.

Mentre s'invoca trasparenza e cambi di facce sulle poltrone che contano nella Fifa, sarebbe bello scoprire con quali metodi e con quali criteri nell'atletica vengono assegnate le sedi dei campionati del mondo delle varie specialità. Per non dire i campionati italiani. Per carità, la nostra amata atletica ha poco a che spartire con i miliardi che girano nel calcio. L'Fbi parla di una ventennale corruzione per centinaia di milioni di dollari per l'assegnazione dei mondiali di calcio. Infatti, per deformazione professionale soprattutto di noi giornalisti, succede che diamo eco agli scandali in proporzione ai soldi che girano. Dimenticandoci che cento milioni di euro sottobanco hanno la stessa filosofia corruttiva e rovinosa di un solo euro.

Ebbene, siccome noi amanti dell'atletica vogliamo pensare che il nostro sport sia distante anni luce da queste logiche di compravendita sottobanco, ci piacerebbe capire un po' di più sui misteri che avvolgono i metodi di scelta da parte della Iaaf, il massimo organismo mondiale dell'atletica con sede nel paradiso fiscale di Montecarlo, delle sedi di manifestazioni iridate. Siccome non vogliamo insinuare nulla, ma proprio nulla, vorremmo andare un pochino oltre a quei brevi comunicati che di stagione in stagione dichiarano le sedi delle manifestazioni iridate come se fossero conigli usciti dal cilindro.

Idem, e ancora più in piccolo, le sedi dei campionati italiani. Se Iaaf e Fidal fossero restìe a svelarci i retroscena delle difficilissime scelte sulle sedi, non si scoraggino gli organizzatori in competizione. Ci raccontino come hanno vissuto le loro personalissime "gare" per vedersi assegnare un campionato mondiale, europeo o anche italiano. Graditi i vincenti. Ma soprattutto i perdenti.