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L'ultima volta che ho corso la Maratona D'Annunziana è stato a Spoltore nel novembre del 2003, allora era una maratona genuina, come la terra che rappresentava.

L'organizzazione era sempre curata dalla Farnese Vini, diretta dall' insostituibile professor Renato D'Amario, circondato dalla sua famiglia e dai suoi allievi prediletti, in primis Alberico Di Cecco.

Ma il più festeggiato di quell' edizione fu il quarto classificato: Mario Fattore di Mozzagrogna, piccolo indimenticabile campione del mondo della centochilometri. E' stato un piacere vederlo di nuovo in gara quest' anno al fianco del fratello Luciano, così come è stato un piacere aver visto la Maratona Dannunziana ricavarsi un nuovo spazio vitale grazie proprio ad Alberico Di Cecco che, dopo aver preso il testimone dal suo vecchio "maestro", ha fatto importanti passi in avanti per far salire la manifestazione in termini di visibilità e credibilità, in chiave ovviamente più moderna.

In Italia inserire una maratona nel calendario autunnale è un'impresa coraggiosa perché la concorrenza è grande; se poi consideriamo che spesso i grandi appuntamenti vanno in rotta di collisione, figuriamoci la difficoltà che può incontrare un evento che ha sempre vissuto su numeri più contenuti. Eppure la Maratona D'Annunziana si è ormai ricavata nel corso del tempo un proprio spazio vitale e l'esperienza di Alberico ha sicuramente dato quel qualcosa in più.

Quest' anno la manifestazione è stata anche aiutata dal bel tempo che ha accompagnato i maratoneti in un percorso disegnato principalmente sul lungomare della città abruzzese. La prima parte del tracciato era identica sia per i partecipanti della maratona, sia per quelli della mezza, ed ha avuto come punto di partenza ed arrivo Piazza della Rinascita (Piazza Salotto per i pescaresi).

All'inizio i corridori si sono diretti a sud, attraversando il fiume Pescara per mezzo del caratteristico Ponte del Mare, fino a raggiungere il comune di Francavilla a Mare, poi dopo il giro di boa, nei pressi del Villaggio Alcyone, hanno deviato verso nord raggiungendo - attraverso il lungomare - il comune di Montesilvano per poi tornare indietro, fino a prendere via Muzi e Viale Regina Margherita per tornare a piazza Salotto. Qui si concludeva la mezza maratona mentre per la 42,195 chilometri restavano altri due giri più corti, di poco più di 10 chilometri, da percorrere sempre verso il lungomare-nord.

La gara più lunga, a cui hanno aderito circa 300 atleti, è stata vinta per il secondo anno consecutivo dal fisioterapista calabrese Giuseppe Minici, che dopo un'esperienza da top runner nell' Esercito, interrotta da un fastidioso infortunio all' anca, si è ritagliato un ruolo da comprimario nel mondo del podismo romano, soprattutto come "lepre" di maratonete della Nazionale. Il piccolo rappresentante della LBM Sport Team ha chiuso in 2h37'10" nettamente davanti allo stakanovista abruzzese Antonio Bucci (2h42'09") ed al farese Domenico Barbierato (2h43'15").

Senza sorprese anche la corsa in rosa con la molisana Francesca De Sanctis (3h14'24") nettamente davanti all'atessana Elide Del Sindaco (3h19'21") ed alla pescarese Paola Giuliani (3h23"49"). 

Tra i circa 900 partecipanti alla 21,097 chilometri si è imposto il marchigiano Massimiliano Strappato in 1h10'49". Alle spalle dell'osimano sono giunti il forte marocchino, trapiantato da anni nella Marsica, Mohamed Lamiri (1h11'13") ed il pescarese Alessio Bisogno (1h14'19").

Tutto abruzzese il podio femminile con la chietina Martina Del Rosso (1h27'23") davanti ad Ilaria De Leonardis (1h27'59") e ad Arianna Marchegiani (1h30'13").

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