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Mercoledì 15 novembre 2017 è stato diffuso il comunicato degli aspiranti organizzatori della maratona di Bologna:

Il Comitato Promotore della Maratona di Bologna, al fine di poter proporre una manifestazione degna della Città che le da [sic] il nome e fortemente impegnato per raggiungere questo importante obbiettivo, ritiene che i tempi tecnici non permettano di confermarla per la data dell’1 novembre 2018, così come già inserita nel Calendario Ufficiale FIDAL. 

Si continuerà a lavorare al meglio sul Progetto e la data verrà comunicata appena saranno verificate tutte le condizioni.

 

La cosa non ci meraviglia, e ne avevamo avuto sentore a inizio settembre, all’epoca del Run Tune Up, quando gli stessi organizzatori della maratona lamentavano pubblicamente la sordità dell’amministrazione comunale verso le loro proposte (il che, detto tra parentesi, non è il modo migliore per garantirsi una collaborazione).

Allora, saltato il 2017 come era intenzione dei promotori nel 2016, saltato adesso il 2018, staremo a vedere quali “condizioni” dovranno verificarsi, e quali “tempi tecnici” dovremo aspettare (un anno non basta, da qui al 1° novembre 2018??) per ridare una maratona all’unico capoluogo di regione importante che non ce l’ha.

Per una curiosa coincidenza, l’annuncio del fallimento di questa iniziativa è diffuso lo stesso giorno in cui va in onda il video (girato il giorno prima) dell’aggressione alla troupe di “Striscia la Notizia” ad opera di un branco di spacciatori, che spadroneggiano giorno e notte nel parco della Montagnola: sede di un asilo (a sua volta protagonista qualche mese fa di una grottesca vicenda di bambini in libera uscita mentre le maestre erano precettate ad ascoltare un insigne “pedagogista”), frequentata da famiglie con bambini, a trecento metri dalla stazione ferroviaria e a cinquecento da piazza San Petronio. E soprattutto, per noi maratoneti di una certa età, sede d’arrivo dell’ultima grande maratona di Bologna, quella del 1992 che fu anche campionato nazionale con 1300 classificati.

E sarà vero che nello stesso 15 novembre si è inaugurato il “FICO” (anzi, per dirla tutta: la FICO, Fabbrica Italiana Contadina), dove il principale beneficiario, Oscar Farinetti, lancia un “applauso agli immigrati, che con il loro lavoro nei campi" sostengono l'agricoltura, e dove il fichissimo premier proclama che l’Italia è la più fica d’Europa e che siamo gli unici a fare accoglienza: ma se poi i nostri “accolti” finiscono a spacciare alla Montagnola, dove godono di quel libero transito che è impensabile concedere ai maratoneti, ci permettiamo di dire che fichi e sboroni a parte, il degrado di una grande città si vede anche dall’incapacità di organizzare una grande corsa.

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