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Commenti e Opinioni

Fausto Parigi, medico e divora-chilometri

26 Aprile, 2017 Stefano Severoni
Fausto Parigi è un ultramaratoneta 52enne ligure, che ha al suo attivo 30 prestazioni ultra in 22 manifestazioni per un totale di ben 4641 km percorsi. Ha iniziato l’atletica a 40 anni, si è tesserato prima nel 2006 con l’Ass. Pro Sport San Pietro Sanremo e…

Adriano Arzenton si presenta col botto finale…

20 Aprile, 2017 Stefano Severoni
Adriano Arzenton, classe 1958, residente a S. Vito di Leguzzano, in provincia di Vicenza, ha iniziato con la corsa una decina di anni fa, tesserandosi nel 2006 per l’Atletica Vicentina. Ben presto il suo approccio alle gare lunghe: già nel 2008 partecipa a 3…

La I.U.T.A. si presenta

18 Aprile, 2017 Stefano Severoni
Si scrive IUTA, si legge Associazione Italiana Ultramaratona e Trail (Italian Ultramarathon and Trail Association). Costituita il 22 dicembre 1998 e iscritta all’Ufficio del Registro in data 29.12.1998 con codice fiscale 90053070083, è stata riconosciuta nel…

Maratona di Parigi, davvero meglio di Firenze?

16 Aprile, 2017 Gianni Panfili
Dopo cinque anni che non correvo una maratona, ho partecipato all’ultima edizione della Firenze Marathon. L’ho trovata, sotto il profilo organizzativo, perfetta e impeccabile: all’altezza, se non meglio, delle grandi maratone internazionali. Domenica 9 aprile…

Adriano Arzenton, classe 1958, residente a S. Vito di Leguzzano, in provincia di Vicenza, ha iniziato con la corsa una decina di anni fa, tesserandosi nel 2006 per l’Atletica Vicentina. Ben presto il suo approccio alle gare lunghe: già nel 2008 partecipa a 3 gare ultra con 11h19’20” alla 100 km Rimini Extreme. A oggi ha al suo attivo 58 prestazioni in 53 gare ultra per un totale di 5.519 km, oltre a una decina di maratone. Quest’anno per lui è iniziato alla grande: domenica 8 aprile, a Provaglio d’Iseo (Brescia), si è laureato campione italiano IUTA SM 55 nella Ultrafranciacorta, 12 ore di corsa su strada; con 115,525 km ha stabilito la nuova migliore prestazione italiana per la categoria e terzo risultato mondiale stagionale. Nella classifica assoluta, su un lotto di oltre 100 partecipanti ‒ molti dei quali di età inferiore ‒ ha addirittura colto la 13^ posizione.

 

Lo abbiamo intervistato per conoscere le sue motivazioni nonché i segreti di un quasi sessantenne, il quale che non patisce certo l’avanzare degli anni anche e soprattutto grazie alla corsa o meglio all’ultramaratona, essendosi avventurato sino alla gara delle 48 ore. Dopo l’eccellente prestazione dell’8 aprile ha dichiarato: «Devo ringraziare il mio massaggiatore, Massimo Maculan un vero esperto. È riuscito a guarirmi da un infortunio muscolare abbastanza serio, tra l’altro patito tra le mura domestiche e non in corsa. Sono molto contento del risultato conseguito, trattandosi di una tipologia di gara che non affrontavo da oltre due anni, essendomi dedicato alle 6 ore e alle 50 km. Mi prendo, inoltre, la MPI che avevo già ottenuto tre anni fa, ma in una gara non omologata».

 

Adriano Arzenton è alla sua ultima stagione tra gli SM 55. Infatti, dal 2018 entrerà nella categoria SM60. Comunque egli ha già dichiarato di voler continuare e ottenere nuovi primati di categoria.

 

SCHEDA ATLETA

NOME Adriano COGNOME Arzenton DATA DI NASCITA 20/01/1958 CATEGORIA SM 55

ALTEZZA MT 1,68 PESO KG 55 FREQ. CARD. A RIP 50 bpm SOCIETÀ Atletica Vicentina

SPECIALITÀ 6 ore ALLENATORE me stesso  TITOLO DI STUDIO laurea

PROFESSIONE dirigente P.A. STATO CIVILE coniugato

 

RECORD PERSONALI
DISTANZA TEMPO ANNO LUOGO DISTANZA TEMPO ANNO luogo
10˙000 m 37’10” 2008   6 ore 69˙963 m 2014 Reggio Emilia
21,097 km 1h26’ 2000   12 ore 115˙226 m 2017 Provaglio d’Iseo (BS)
42,195 km 3h03’ 2008   24 ore su pista 175˙945 m 2014 Padova
50 km 3h53’21” 2016 Seregno (MI) 24 ore su strada 191˙214 2014 Padova
100 km 10h08’09” 2011 Seregno (MI) 48 ore 234˙901 m 2013 Francia

 

L’INTERVISTA

Cosa ti ha spinto a diventare “ultramaratoneta”? La curiosità.

Qual è la gara estrema che più ti affascina e perché? All’inizio la 24 ore. Poi, a causa di problemi nell’alimentazione, ora mi sono specializzato nella 6 ore dove, a livello di categoria, sono tra i migliori al mondo.

Il risultato ripaga sempre lo sforzo profuso in allenamento e gara? Non sempre.

Ti piace il trail running e perché? L’ho provato all’inizio; poi a causa di incapacità di gestire i terreni sconnessi, ho rinunciato.

Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana per terminare la prova senza accusare malori e comunque essere in grado nel giro di pochi giorni di ritornare a correre? Almeno 7-9 volte la settimana.

In genere il corridore corre e basta e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra? Assolutamente sì.

Conta più la mente, il fisico o il cuore nella sportiva vita di un ultramaratoneta? Contrariamente a quanto dice la maggior parte degli ultramaratoneti, secondo me mente e fisico hanno il 50% di importanza. La testa serve nei momenti di crisi, ma se non hai le gambe non vai lontano!

In famiglia altri condividono la tua passione o in questo senso vivi isolato? Sono isolato, purtroppo.

La gara più bella. Forse la 100 km Madrid-Segovia sul Cammino di Santiago di Compostela: in un tratto in salita tra i boschi ho sentito una sensazione strana... quasi magica.

Il calendario è sempre più fitto: tante gare, tanti atleti partecipanti. In fondo gli episodi drammatici di incidenti, infortuni, morti sono ridotti. Cosa ne pensi? Sicuramente ora c’è maggior consapevolezza e informazione. Quando ho iniziato io dieci anni fa c’erano pochissime gare e pochissimi siti dedicati, mentre ora ce ne sono moltissimi.

Ogni manifestazione ha un suo Regolamento, ma non sempre viene rispettato quanto in esso contemplato; per esempio, ristori, spugnaggio, segnaletica percorso a volte lasciano alquanto a desiderare. Come operare al fine di rendere maggiormente fruibile l’evento? Sicuramente in Italia siamo molto più avanti. Io ho corso molto anche all’estero e vi assicuro che Spagna e Grecia stanno messe molto peggio!

Nella maratona ci sono 12’28” di differenza tra il record maschile e quello femminile. Allungando la distanza il divario aumenta. Ma la donna possiede delle qualità di resistenza e di predisposizione alla fatica non certo inferiori all’uomo. Allora influisce in ciò il fattore che l’universo femminile si è dedicato più tardi dell’uomo oppure? Entrambe le cose: predisposizione genetica alla fatica e alla resistenza al dolore (se a partorire fosse stato l’uomo, la razza umana probabilmente si sarebbe estinta...).

Non ritieni che quella degli integratori sia una moda? Abbastanza, ma io ne faccio poco uso.

Nel nostro Paese è ancora poco considerato il valore formativo dell’attività sportiva. Cosa fare per migliorare la situazione? In Italia purtroppo sport significa quasi esclusivamente calcio e motori, mentre c’è poco spazio per gli altri sport!

Nel mondo dell’atletica leggera stiamo assistendo all’”onda africana”: nel settore velocità c’è un dominio di atleti giamaicani; nel mezzofondo di atleti keniani ed etiopi. Ma allora perché gli africani ancora non sono riusciti a eccellere pure nel mondo ultra? Quando ciò potrà realizzarsi? Lo vedo difficile, perché nelle ultra non ci saranno mai le condizioni economiche per invogliare gli africani a partecipare. Basta pensare che alle Olimpiadi la gara più lunga è la maratona!

Ma a Podisti.net vuole dichiarare, in prima persona…

Vi vorrei segnalare, visto che il vostro sito se ne è occupato più volte, un fatto successo nella Strasimeno del 2016, che lascia sospettare una scorrettezza (taglio percorso) di un atleta. Me ne sono accorto tardi, anche se già dopo la pubblicazione delle classifiche avevo avuto qualche dubbio, e quindi non posso più fare una denuncia formale alla FIDAL perché i termini sono scaduti, ma almeno una denuncia ‘morale’ vorrei farla.

Mi prendo tutta la responsabilità nel tirare in ballo Ivano Buttinoni, che ha partecipato a quella gara giungendo 1° nella classifica Cat MM 55-59 con 4h18', e aggiudicandosi uno stupendo prosciutto crudo, mentre il sottoscritto giungeva al 2° posto con 4h55', premiato con di una cesta di prodotti vari.

Come dicevo, già subito la cosa mi sembrava strana, in quanto tale atleta nelle sue precedenti gare con chilometraggi similari aveva ottenuto dei tempi assai più alti (50 km in 4h44' - 60 km in 5h53'), e così anche nelle gare successive. La sua ultima performance è stata di 5h41'11 alla 60 km di Seregno, e non dico altro.

Pertanto, avevo ritenuto assai improbabile che fosse arrivato al traguardo del Trasimeno 2016 ben 37' prima di me!

Il tarlo mi è rimasto da allora, e solo quest'anno ho conosciuto un atleta esperto e collaboratore del sito Statistik DUV, il quale ha potuto risalire ai tempi intermedi ottenuti in quella gara dal Buttinoni, che era passato nei punti di controllo così:

1h58’ alla mezza maratona

3h00’ ai 34 km

Assente al traguardo dei 42 km

4h18’ ai 58 km.

Balza all'occhio il fatto che il passaggio alla maratona non esiste, mentre al passaggio al 34° km faceva segnare 3h00', mentre io ero passato in 2h40'.

Come avrebbe fatto ad arrivare 37 minuti prima di me recuperando anche i 20' precedenti  e quindi facendo i 24 km mancanti dal 34° km al 58° km passando da una velocità di 5'17/km a 3'14/km?

A parte il fatto che la Icron, che cronometrava la gara, e il comitato organizzatore avrebbero dovuto squalificarlo non essendo passato al cancello, mi sembra più che chiaro che la prestazione del Buttinoni lascia non pochi sospetti. Il cronometraggio di cui sopra è rinvenibile nel sito della Icron

Non si tratta di una questione di prosciutto ma di giustizia.

Ripeto, mi prendo la responsabilità di quello che scrivo: spero che il Buttinoni legga questa mia e spieghi quello che è successo. Sarei felice di avere sbagliato interpretazione!

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